L’isola d’Elba e le sue bellezze
L’isola d’Elba
L’isola d’Elba, la terza per estensione in Italia, si trova in provincia di Livorno e, con una superficie di 224 chilometri quadrati, è la più grande dell’arcipelago toscano.
Bagnata dal Mar Ligure, dal Canale di Piombino, dal Mar Tirreno e dal Canale di Corsica è suddivisa in sette comuni; quello maggiormente abitato, nonché sede del porto principale, è Portoferraio.
Per numero di abitanti, in ordine decrescente, abbiamo quindi i comuni di Campo nell’Elba, Capoliveri, Porto Azzurro, Rio (nelle cui frazioni di Cavo e Rio Marina si trovano altri due porti, minori, per il traffico di passeggeri), Marciana e Marciana Marina.
Come arrivare sull’Isola d’Elba
Anche se questa tratta è leggermente più lunga rispetto a quelle che interessano gli altri due approdi, molti dei collegamenti marittimi attivi uniscono Piombino, la città con l’unica stazione della terraferma collegata all’isola, a Portoferraio, la cui baia è protetta anche in situazioni meteomarine avverse.
Sia in alta che in bassa stagione sono numerose le corse che consentono di arrivare all’Elba: basta dare uno sguardo agli orari dei traghetti da Piombino a Portoferraio per rendersene conto.
Sbarcando nel porto principale, sfruttato fin dall’epoca etrusca e romana per il traffico del ferro, sul versante elbano nord-orientale, ci si troverà in pieno centro storico.
Cosa vedere sull’Isola d’Elba
Al centro della darsena medicea c’è infatti la Porta di Mare, in pietra, che funge da ingresso al nucleo cittadino e venne fatto costruire nel 1548 da Cosimo I de’ Medici, signore di Firenze; la città fortificata prese il nome di Cosmopoli, strategicamente progettata per difendersi dalle incursioni piratesche.
La Torre medicea della Linguella, anche detta Torre del Martello, spicca sul lato est della darsena.
L’isola era abitata sin dalla preistoria, come dimostrato dai numerosi reperti e siti archeologici (la Necropoli rupestre di Rio Marina, gli insediamenti del Monte Capanne e i megaliti dei Sassi Ritti).
Con un territorio molto ricco di ferro, l’Elba è stata culla della civiltà etrusca, che iniziò a ricavarlo dai giacimenti. Lo sfruttamento delle miniere, in particolare di ematite, è proseguito fino al secolo scorso.
Nella località di Terranera si è formato un lago, in seguito all’estrazione dell’ematite, separato dal mare da una striscia di terra. Nel 1991 è stato creato il Parco Minerario, che ha riconvertito queste zone istituendo itinerari turistici, laboratori didattici e musei.
In epoca romana vennero edificate almeno tre ville marittime (Villa della Linguella, Villa delle Grotte, che oggi è un museo a cielo aperto, e Villa di Capo Castello).
Successivamente, prima che il territorio passasse alla Repubblica di Pisa, hanno abitato l’isola Ostrogoti e Longobardi. Dopo la signoria degli Appiano, l’Elba venne ripetutamente saccheggiata dai corsari; fu questo il motivo che spinse il granduca di Toscana Cosimo I a fortificare la zona portoferraiese, mentre le altre aree isolane venivano gestite dal Regno di Spagna e da Piombino.
Dopo diversi conflitti e trattati, nel 1802 l’isola d’Elba fu annessa all’Impero francese, per diventare, nel 1814, il luogo dell’esilio dell’imperatore Napoleone Bonaparte, che vi rimase come sovrano locale per dieci mesi.
Quelle che furono le sue due case, Villa dei Mulini e Villa San Martino, sono oggi i Musei delle Residenze Napoleoniche.
Le spiagge dell’Isola d’Elba
Sono molti i tratti dei 147 chilometri di coste dell’isola d’Elba ad essere perfetti per la balneazione: con più di cento spiagge di sabbia, ghiaia o ciottoli, tra le quali segnaliamo per la bellezza quelle di Procchio, Lacona, Cavoli, Sansone, Biodola, Paolina, Fetovaia, dell’Innamorata (ma ce ne sono tante altre di incantevoli) in estate l’affluenza turistica sull’isola diventa molto abbondante.
Sono sia libere che in concessione e attrezzate, con disponibilità di ogni genere di servizio o più selvagge, sia di facile che di difficile accesso.
Il territorio dell’Isola d’Elba tra vino e natura
I terreni coltivati sono attualmente appena il 7% della superficie totale ma le coltivazioni di vite, grazie alla quale vengono prodotti diversi vini DOC e DOCG, e di olivi sono in netta ripresa.
Tra i vitigni a bacca bianca troviamo l’Ansonica, il Procanico, il Biancone, il Vermentino e il Moscato; tra quelli a bacca nera ci sono il Sangiovese e l’Aleatico.
Le varietà di olivo locali sono il Frantoio, il Pendolino e il Moraiolo. Anche la pesca riveste un ruolo abbastanza importante nell’economia locale.
Il territorio è in gran parte montuoso e collinare; la cima più alta, a 1019 metri sul livello del mare, è quella del Monte Capanne, raggiungibile, durante il periodo estivo, in cabinovia da Marciana. Arrivati a 950 metri bisogna proseguire a piedi.
La vegetazione del versante meridionale del monte è rada, tranne che in corrispondenza delle valli, mentre nella zona settentrionale la presenza della flora è importante e si trovano anche molti alberi ad alto fusto.
L’Elba è sede del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. L’area protetta include circa il 50% del territorio elbano, il 40% dell’isola del Giglio, l’80% dell’isola di Capraia e le isole minori. Queste zone sono ricche di biodiversità vegetale e ospitano uccelli marini rari come il gabbiano corso e la berta.