I cenacoli di Firenze: cosa sono

I cenacoli fiorentini

I cenacoli fiorentini sono dei piccoli gioielli di architettura e pittura che costellano numerosi angoli della città toscana. Nei complessi monastici sono infatti conservati splendidi affreschi con il tempo dell’Ultima Cena.

Qui i visitatori sono accolti da un silenzio avvolgente, in cui sentirsi in comunione con arte e storia della città. Questi piccoli musei offrono ai visitatori a Firenze un percorso tematico molto interessante, che è bene seguire in progressione così da apprendere l’iconografia religiosa e l’interpretazione dei maestri dal Gotico al Rinascimento.

 

Santa Croce: Taddeo Gaddi

Il refettorio di Santa Croce colpisce tutti i visitatori data la sua imponente parete affrescata. Taddei Gaddi, uno studente di Giotto, vi si dedicò a tale opera per circa 30 anni.

Sono rappresentate ben sei scene: Crocifissione, Ultima cena, San Benedetto in solitudine, Gesù a cena dal fariseo, San Francesco che riceve le stimmate e una storia di San Lodovico da Tolosa.

 

Santo Spirito: Orcagna

Il Cenacolo di Santo Spirito ha sede nell’antico refettorio del convento annesso alla Chiesa di Santo Spirito. All’interno del vasto refettorio si sviluppa un museo civico, originariamente dipinto con affreschi di Andrea Orcagna.

In tema con l’iconografia trecentesca, quest’ultimo fu incaricato di dipingere una grande Crocifissione con Maria e le pie donne al di sopra dell’Ultima Cena.

 

Sant’Apollonia: Andrea del Castagno

Il Cenacolo di Andrea del Castagno si trova a pochi passi da Piazza San Marco e dalla Galleria dell’Accademia e rappresenta uno dei gioielli rinascimentali, dipinto all’interno del convento di Sant’Apollonia.

L’Ultima Cena è stata dipinta dall’artista come se si stesse svolgendo sotto un loggiato coperto da una tettoia. L’ambientazione è curata nei minimi dettagli: ciò che colpisce è la fierezza dei volti e la forza espressiva che emanano.

 

Ognissanti: Domenico Ghirlandaio

Il Convento di Ognissanti conserva un monumentale cenacolo di Domenico Ghirlandaio, affrescato nel 1480. L’ambientazione scelta dal pittore è l’interno di una loggia; oltre le mura sullo sfondo è dipinto un giardino che amplia lo spazio creando un’illusione prospettica.

A differenza dei precedenti cenacoli qui si trovano elementi naturalistici e simbolici che generano un senso di calma e profonda armonia. Dopo aver dipinto questo affresco Ghirlandaio partì per Roma dove partecipà alla decorazione della Cappella Sistina.

 

San Salvi: Andrea del Sarto

L’affresco di Andrea del Sarto dipinto nel convento di San Salvi è simbolo di grandezza, maestà e grazia infinita. Figure perfettamente delineate e panneggi mossi dal chiaroscuro sono i protagonisti dell’Ultima Cena che occupa l’intera parete del refettorio.

 

Basilica di Santa Maria Novella

Il cenacolo di Alessandro Allori, si trova nel refettorio fra i due chiostri del grande complesso di Santa Maria Novella e fu rappresentato su tela, per proteggere un affresco sottostante nella parete a cui era destinato. .

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