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Gallo Nero Chianti: cosa significa il simbolo del vino toscano famoso in tutto il mondo

 Gallo Nero Chianti: cosa significa il simbolo del vino toscano famoso in tutto il mondo

Gallo Nero Chianti: cosa significa il simbolo del vino toscano famoso in tutto il mondo

Il Chianti è senza dubbio uno dei vini italiani più conosciuti e più apprezzati a livello internazionale. È prodotto nella regione della Toscana e ha una lunga storia che risale a diversi secoli fa. Rappresenta a tutti gli effetti una delle eccellenze vinicole del nostro Paese. Ma quali sono le caratteristiche che rendono questo vino speciale? Perché il Chianti è famoso in tutto il mondo? Qual è l’origine del Chianti e perché il gallo nero è diventato il simbolo di riconoscimento di questo prodotto? Ecco tutto ciò che c’è da sapere su questa eccellenza toscana.

I punti di forza del Chianti

Il Chianti, rinomato vino toscano, ha una reputazione prestigiosa non solo nel contesto nazionale ma anche a livello internazionale. Grazie alla sua ricca storia ed elevatissima qualità, aspetti che non a caso sono spesso al centro dell’attività divulgativa di riviste e siti del settore come winemeridian.com, il Chianti col passare dei decenni è diventato un simbolo dell’eccellenza enologica italiana apprezzato da intenditori e appassionati di tutto il mondo.

Uno degli aspetti che rendono questo vino così apprezzato è quello che riguarda il territorio di origine. La zona del Chianti si estende nello specifico tra la provincia di Siena e quella di Firenze. È un luogo che si contraddistingue per i vigneti ordinati, per le colline dal profilo dolce e per i numerosi borghi medievali caratteristici. Il suolo in questa area è composto prevalentemente da due tipi di roccia che danno al vino un equilibrio unico tra la struttura e la mineralità.

Il clima della regione in cui il Chianti viene prodotto è un altro punto di forza di questo vino, perché è caratterizzato da inverni miti ed estati calde, una temperatura ideale per la coltivazione del Sangiovese, il vitigno che viene maggiormente utilizzato per la produzione del Chianti. Questo vitigno, combinato a volte con altre varietà, anche di uve internazionali pregiate, contribuisce alla creazione di un risultato ricco di sapore.

Le tipologie di Chianti

Al momento, si possono distinguere tre tipologie diverse di Chianti. Questi tipi presentano delle specifiche proprietà organolettiche e chimiche. Il Chianti Classico d’annata è composto per almeno l’80% da Sangiovese ed è sottoposto ad un affinamento della durata minima di 12 mesi.

Il Chianti Riserva è un vino con un affinamento prolungato, per un totale di 24 mesi. C’è poi il Chianti Gran Selezione, che è prodotto con uve che arrivano da un singolo vigneto o da una selezione speciale di uve, con un affinamento minimo corrispondente a 30 mesi di tempo.

Ma, prima di arrivare alla suddivisione geografica attuale e alle regole di produzione di oggi, è trascorso davvero tanto tempo. A partire dall’anno Mille, la regione in questione è stata teatro di vari conflitti tra le Repubbliche di Siena e Firenze, entrambe in una notevole espansione dal punto di vista economico e da quello politico. Le due Repubbliche si contendevano il controllo dell’area centrale della Toscana, oltre a quello del commercio.

La leggenda dei cavalieri e dei due galli

Nel castello di Fonterutoli, che attualmente è anche un’importante azienda vinicola, nel 1208 è stato firmato un trattato di pace. Questo accordo, però, non ha avuto una lunga durata. Secondo la leggenda, per stabilire i confini le due città decisero di scegliere due cavalieri. Questi ultimi si sarebbero svegliati al primo canto del gallo al mattino successivo e si sarebbero incontrati in un punto che avrebbe segnato il confine tra le due Repubbliche.

Siena, per questa operazione, scelse un gallo bianco, mentre Firenze un gallo nero. Le due città misero a punto delle diverse strategie per far cantare il proprio gallo. Siena, per esempio, scelse di far mangiare molto l’animale, pensando che la mattina seguente avrebbe cantato prima del gallo nero, visto che sarebbe stato pieno di energia. In realtà il gallo scelto da Siena, divenuto molto sazio e piuttosto pigro, non riuscì a cantare quando tutti speravano, proprio a causa del pasto abbondante della sera precedente.

Le cose andarono in modo diverso per Firenze. Il gallo nero fu lasciato senza cibo. Così, affamato dopo la notte, il gallo cantò prima dell’alba. Il cavaliere di Firenze riuscì, quindi, sempre secondo la leggenda, a partire molto presto e a conquistare un’area molto ampia del territorio del Chianti. Il cavaliere di Siena, invece, riuscì a raggiungere l’avversario soltanto al castello di Fonterutoli, dopo essere partito in ritardo.

Proprio per questo motivo, quasi tutto il territorio del Chianti fu assegnato alla Repubblica di Firenze e il gallo nero divenne il simbolo storico del Chianti.

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