Anche in Toscana si parla di Growth Hacker

Il growth hacker è una figura che si colloca in maniera innovativa nell’ambito del marketing. Molti oggi che hanno un business online vi fanno ricorso, anche per avere più opportunità nell’aumentare il loro business o per lanciare sul mercato alcuni specifici prodotti o servizi.

L’aspetto più innovativo della figura del growth hacker consiste nel fatto che si lavora sulla sperimentazione di varie e differenti idee, sempre allo scopo di raggiungere determinati obiettivi. Nell’ambito del mercato e di quello online, bisogna necessariamente puntare sull’innovazione. Lo sanno bene le aziende che vogliono raggiungere obiettivi fondamentali.

Ma che cosa esattamente fa il growth hacker? E da dove deriva questo termine? Attualmente se ne sente parlare tanto, ma forse pochi hanno le idee chiare su questo argomento. Per questo abbiamo deciso di fornirti delle informazioni in più che si possono rivelare utili ed interessanti su questa nuova figura.

Che cosa fa il growth hacker

Il termine growth hacking è stato “inventato” e usato per la prima volta da Sean Ellis, un imprenditore che è riuscito ad individuare una specifica idea di marketing e l’ha saputa coniugare con un insieme di strategie che si rivelano davvero importanti perché le piccole e medie imprese o le start up possano crescere in tempi relativamente brevi.

Nel corso del tempo le strategie basate sul growth hacking marketing sono riuscite ad ottenere un certo riscontro e hanno avuto successo diffondendosi in tutto il mondo. Per questo molte aziende hanno deciso di farvi ricorso, anche per avere la possibilità di svilupparsi, senza incorrere in eccessive spese.

Il growth hacker a livello pratico agisce nei confronti del marketing come farebbe un tecnico di laboratorio. Procedendo con un metodo sperimentale, lavora per utilizzare un approccio scientifico, per mettere a punto esperimenti economici e lanciare prodotti e servizi.

L’obiettivo è quello di riuscire a raggiungere risultati importanti, puntando al minimo sugli investimenti. Il growth hacker considera sempre il fattore di rischio, ma allo stesso tempo si organizza attraverso precise analisi, per portare alla crescita delle aziende.

 

Le competenze richieste per diventare growth hacker

Sono molte le competenze che un growth hacker deve avere, per poter aspirare a diventare tale. Deve riuscire a saperne un po’ di tutto, fra strategie di marketing, fra viralità online e deve essere allo stesso tempo capace di offrire una consulenza SEO. È importante che conosca il funzionamento e la gestione di piattaforme di diversi CMS e che sia a proprio agio con i social network.

Come ci spiega Antonio Papini, growth hacker toscano e titolare dello studio di consulenza marketing AppTur (con sedi a Livorno e Lajatico) tutte queste competenze sono importanti perché, mentre il marketing digitale tradizionale si concentra più che altro sul brand e sul posizionamento, il growth hacking lavora tramite dei modelli rapidi, per verificare la validità di alcuni modelli di marketing.

La formula per il successo del growth hacking si basa su test e ottimizzazione continui. L’obiettivo è documentare tutti gli insegnamenti che hai raccolto durante questo processo da applicare ai progetti successivi (in modo da non ripetere gli stessi errori!). Grazie a questo approccio puoi sbloccare il tuo potenziale di crescita. E anche se a prima vista il growth hacking potrebbe assomigliare molto al marketing , ci sono alcune differenze significative.

Ancora più importante, ogni decisione presa da un growth hacker si basa sui dati. Un growth hacker sa come e cosa misurare. Usano analisi, pagine di destinazione e test A/B per comprendere le abitudini e il comportamento dei loro clienti target. Sebbene non facciano ipotesi, sono invece ossessionati dai dati, finché non trovano le soluzioni più efficaci con il maggior potenziale di crescita.

Sarebbe importante, quindi, fra le conoscenze di un growth hacker, avere a disposizione la possibilità di conoscere diversi linguaggi di programmazione, in modo da poter effettuare puntuali e precise analisi sui dati.

Come diventare growth hacker

È molto importante riuscire ad apprendere la pratica di questo tipo di marketing per diventare growth hacker. Si possono trovare molti riferimenti bibliografici sull’argomento. Ciò che conta è sicuramente l’esperienza che si acquisisce nel corso del tempo.

Infatti non bisogna mai stancarsi di sperimentare approcci innovativi al marketing, per avere anche un certo portfolio da dimostrare nell’ottimizzazione dei tempi e del budget a disposizione. Per diventare un buon growth hacker bisogna avere un certo orientamento nella misurazione e nella valutazione degli esperimenti, adottando un’ottica che sia basata su un modello facilmente scalabile.

Può essere fondamentale in questo senso pensare anche al di fuori degli schemi prestabiliti, mettendo una buona dose di creatività, senza trascurare il rigore scientifico, sempre importante comunque nelle sperimentazioni quando si lavora per un’azienda.

Il mondo del growth hacking è in continua evoluzione man mano che vengono scoperti nuovi hack e vengono sviluppate metodologie. Molte aziende più grandi hanno iniziato a sperimentare le stesse tecniche.

La buona notizia per te è che molti dei principi del growth hacking sono semplici, facili da capire e non richiedono molte conoscenze tecniche

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